Abbiati, il portiere del Milan, ci tiene a farci sapere che è fascista. Del fascismo, come tutti, critica l’alleanza con Hitler, le leggi razziali e la guerra. Però sapeva dare sicurezza ai cittadini. Però la morale cattolica. Però il concetto di patria.
Dopo quasi un secolo c’è una nazione che ancora non riesce a fare i conti con la propria storia, e se li fa regolarmente li sbaglia. Rimane sempre, come una fotografia immersa nell’acqua, della quale si vedono solo contorni sfocati e vaghe immagini, questa idea della dittatura fascista come una dittatura all’acqua di rose, tutto sommato benevola, paternalistica, accettabile tranne qualche peccatuccio veniale, in primis la scelta dell’alleato.
Qualche morto, ma neanche troppi.
Di cosa sia frutto questa vulgata non è dato sapere, forse davvero le responsabilità maggiori sono della scuola e delle altre istituzioni della società civile.
Nessuno ha chiesto ad Abbiati una dichiarazione riguardo alla fine di Matteotti, Gramsci, Amendola, Gobetti, i fratelli Rosselli, don Minzoni, di tutti gli anonimi uccisi dalle squadracce, oppure picchiati, purgati, umiliati? Dubito che questi nomi dicano qualcosa ad Abbiati e a tanti sedicenti fascisti.
Ignorano, i sedicenti fascisti, che in Libia tra il 1929 e il 1933 il fascismo italiano condusse contro quelle popolazioni una campagna di spostamenti coatti e di internamento in campi di concentramento al fine di stroncare la rivolta anticoloniale, con conseguenza un vero e proprio genocidio? (Abbiamo anticipato cronologicamente il tanto deprecabile alleato coi baffetti).
Ignorano, i sedicenti fascisti, che in Libia e in Etiopia venne massicciamente usata l’iprite? Vabbè, in fondo erano negri, è vero. Alcuni dicono (l’ho sentito con le mie orecchie): “Ma noi gli abbiamo costruito le strade”. In effetti. Domani quindi potrei tranquillamente prendere un kalashnikov, andare a Bagni San Filippo ed aprire il fuoco su chi voglio. Se qualcuno mi dice qualcosa posso pur sempre rispondere “Hey, bello, guarda che io in giunta ho votato il rifacimento della strada Campiglia – Bagni San Filippo”.
Ignorano, i sedicenti fascisti, i crimini di guerra commessi in Grecia, Francia, Russia, Spagna, Jugoslavia dai nostri eserciti?
Ignorano, i sedicenti fascisti, la devastazione che ha subito la loro tanto amata patria quando era campo di battaglia tra potenze straniere, grazie all’illuminata e cattolicissima e patriottissima e benevolissima politica estera del Ducetto?
Ignorano che il parlamento venne sciolto, l’opposizione dichiarata illegale, gli ebrei deportati, e migliaia di altri piccoli, quotidiani, continui soprusi?
Se lo ignorano sono, evidentemente, ignoranti. L’ignoranza non è di per sé una colpa, se ci si impegna a colmarla o, per lo meno, ad evitare di parlare di argomenti che non si conoscono. Tutti noi siamo ignoranti in una quantità di materie, un po’ più ferrati in altre, ed ogni nostro giudizio sulle materie che ignoriamo rischia di essere grossolano, pressappochista se non una emerita vaccata. Quindi credo che i sedicenti fascisti, prima di dichiararsi tali, dovrebbero quanto meno conoscere il fascismo, quello reale. Non quello da cartolina del soldato che abbraccia il fratello etiope al quale ha portato la civiltà, non le immagini del Mascella che lavora nei campi con l’italico torso nudo, non le adunate di massa e i discorsi altisonanti.
A volte i bambini mi chiedono “Ma te, sei fascista o comunista?”
Ho sempre difficoltà a spiegare loro che non sono né l’uno né l’altro, che parlano di ideologie che la storia ha ampiamente condannato, delle quali si cerca sempre di fare un esercizio perverso, ed anche decisamente macabro, di estrapolare quanto di buono c’era.
Quanto detto per il fascismo, infatti, può essere applicato al comunismo. Dichiararsi comunisti, se si hanno più di vent’anni, è un chiaro sintomo di immaturità ideologica. Se non che per lo meno il comunismo italiano ha dalla sua l’aver avuto il PCI, un partito di massa rimasto sempre nell’orbita democratica, dotato di ottimi esponenti e di un consenso forte nella parte migliore della società.
Il comunismo sovietico, come ogni dittatura, è un abominio. Come lo sono quello cubano, vietnamita, cambogiano, come lo sono tutte le dittature.
Come lo sono i fascismi e i totalitarismi del novecento.
Quindi i sedicenti fascisti o sono ignoranti o sono sostenitori di stermini di massa, campi di concentramento, omicidi, violenze. Altro che Dio, Patria e Famiglia.
Mancano 3 anni, 3 mesi e 6 giorni all’invasione aliena profetizzata da Marco Columbro
Da 121 giorni Cassano e Gattuso mi devono 50.000 euro
Il mio ano è ancora illibato